Calamità naturali in forte aumento, ma solo il 5% ha una polizza ad hoc

dormire tranquilli

Bombe d’acqua, terremoti, allagamenti. Ma in Italia solo il 5% delle case ha una polizza anti calamità.

Siamo i primi in Europa, insieme alla Grecia, per il gap assicurativo, cioè la differenza fra i danni subiti e i risarcimenti ottenuti. Colpa, secondo l’ultimo rapporto dell’Ania, della convenzione “che esista sempre un garante disposto a farsi carico della ricostruzione” ovvero lo Stato.

L’Italia è uno dei Paesi con il gap assicurativo più alto d’Europa (ovvero la differenza tra le perdite che comportano questi rischi e gli importi effettivamente coperti da una polizza assicurativa) pari solo alla Grecia. Il nostro Paese è esposto ad un rischio sismico tra i più alti, con circa il 40% delle abitazioni civili situato in zone a media ed elevata pericolosità, mentre l’80% delle case è esposto alle conseguenze del dissesto idrogeologico.

Complessivamente, secondo le stime di Ania, Associazione nazionale per le Imprese assicuratrici, dei 35,3 milioni di abitazioni in Italia, solo il 44,2% delle casa (15,6 mln) è assicurato dagli incendi e appena il 5,3% (1,9 mln) è protetto da calamità naturali, terremoto e alluvioni. Per le Aziende, si va dal 78% delle grandi tutelate, al 67% delle medie, fino al 55 delle piccole e al 5% delle micro.

Un capitolo a parte va aperto per grandine, pioggia intensa e temporali: fenomeni atmosferici con i quali l’Italia si è confrontata per tutta l’estate, con episodi la cui violenza è da ricollegare al cambiamento climatico.

“Il nostro Paese si distingue per una gestione dei danni relativi a calamità naturali che tradizionalmente si basa sull’intervento ex-post da parte dello Stato. Questa modalità di gestione, attuata ripetutamente nel tempo, ha accresciuto la convinzione che esista un garante di ultima istanza disposto a farsi carico della ricostruzione”, si legge sull’ultimo rapporto pubblicato dall’Ania, L’assicurazione italiana 2022-2023. Per tale ragione le coperture assicurative per gli eventi catastrofali sono scarsamente diffuse: l’85,2% delle polizze non presenta alcuna estensione assicurativa”. Quella che può essere considerata un’abitudine consolidata ma non stabilita a livello legislativo, può davvero farci dormire sonni tranquilli?

Tratto da SETTE, allegato del Corriere della Sera, del 25/08/2023

assicurazione in tempi di cambiamenti climatici

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