Capire le polizze

capire le polizze

I costi dell’rc auto sono in aumento ed è importante confrontare le offerte per risparmiare. Lo è altrettanto conoscerne le coperture. Scopri quanto ne sai con il quiz.

L’inflazione non dà tregua ai nostri portafogli. Insieme al carrello della spesa, ai mutui, alla benzina aumenta anche il costo dell’rc auto, l’assicurazione di responsabilità civile obbligatoria per legge. Lo dice l’Ivass, l’istituto di vigilanza sulle assicurazioni, che registra un aumento del 4% dei premi su base annua considerando i contratti stipulati nel primo trimestre di quest’anno. Il prezzo medio pagato è 368 euro. Si conferma il divario tra gli automobilisti assicurati al Sud e al Nord Ovest: infatti gli assicurati residenti nel Mezzogiorno pagano in media un premio più elevato del 14,2% rispetto a quelli del Nord Ovest. Bisogna dire, però, che c’è un progressivo allineamento dei premi medi tra le diverse parti del Paese se guardiamo agli ultimi 10 anni. Una convergenza che continua, grazie a un aumento dei prezzi più contenuto nell’ultimo anno per gli assicurati del meridione (+1,9%) contro il +4,5% del Nord-Ovest.

Rincari giustificati?

A cosa è dovuto questo aumento? Quali sono i parametri che le compagnie prendono in esame per stabilire di aumentare o diminuire i premi rc auto da offrire alla clientela? Ce ne sono molti, ma due sono i principali, la frequenza e il costo dei sinistri.

Per quanto riguarda la frequenza dei sinistri, se prendiamo in esame il primo trimestre 2023 e lo mettiamo a confronto con lo stesso periodo del 2022, rileviamo un aumento pari a circa il 3,6%. È, però, interessante osservare che non siamo davanti a un vero e proprio “trend”, anzi. Se diamo un’occhiata alle statistiche relative ai sinistri rilevate da Ania, l’Associazione nazionale delle imprese assicuratrici, relative al secondo, terzo e ultimo trimestre del 2022, si osserva come la frequenza dei sinistri sia stata molto più elevata rispetto ai primi 3 mesi di quest’anno. Se guardiamo poi al costo dei sinistri, le statistiche Ania ci descrivono uno scenario molto simile. Nel primo trimestre 2023 il costo medio dei sinistri è stato superiore rispetto a quello dello stesso periodo dello scorso anno (+4,7%). Se guardiamo il costo medio dei sinistri nel periodo aprile-dicembre dell’anno scorso, vediamo che è stato molto più alto. Quindi, nei primi tre mesi di quest’anno il costo dei sinistri è stato addirittura più basso del 13% rispetto agli ultimi 90 giorni dell’anno scorso. Viste le statistiche sui sinistri, è probabile che questi aumenti generalizzati delle polizze rc auto siano dovuti quasi interamente all’inflazione galoppante dell’ultimo periodo. Se da un lato di sicuro per le compagnie sono aumentati i costi di gestione nell’ultimo anno, dall’altro bisogna dire che un aumento così rilevante è difficile da giustificare.

Dagli aumenti la spinta a cambiare

Gli aumenti hanno spinto molti automobilisti a guardarsi attorno e a far giocare la concorrenza per risparmiare. Infatti, nel primo trimestre di quest’anno il tasso di cambio compagnia, vale a dire la percentuale di contratti stipulati nel trimestre con una compagnia diversa rispetto a quella scelta un anno prima, è del 12,8%, superiore a quello del primo trimestre dello scorso anno che era del 9,3%. Un aumento significativo se si considera la maggiore inerzia degli assicurati degli ultimi anni, tra il 2017 e il 2022. Per trovare un valore simile a quello del primo trimestre 2023 bisogna tornare indietro quasi di 8 anni, a metà del 2015. Far giocare la concorrenza quando si tratta di rinnovare la polizza rc auto è importante anche per creare un mercato più competitivo e, di conseguenza, garantire tariffe più basse agli assicurati.

Idee confuse sulle coperture

Se da un lato c’è molta attenzione, giustamente, al prezzo, dall’altro ce n’è troppo poca alle coperture previste dalla polizza rc auto. Spesso la “coperta” è ritenuta più lunga di quanto sia, per esempio c’è chi è convinto di essere coperto per i danni al proprio veicolo anche quando la colpa dell’incidente è sua, oppure chi la ritiene più corta e pensa che la copertura riguardi solo i danni a cose di terzi, mentre si estende anche alle persone (ovviamente entro il massimale stabilito nel contratto).

È quanto emerso dal quiz sull’rc auto che abbiamo sottoposto attraverso la nostra piattaforma ACmakers a più di 1.300 persone. È il quiz che trovate in queste pagine e che vi invitiamo a fare per testare le vostre conoscenze e aiutarvi a scoprire, grazie alle risposte, le coperture e i limiti della polizza rc auto.

Da un lato gli interpellati si sono dimostrati preparati sui concetti base come massimale e franchigia, dall’altro non sono altrettanto informati sulle coperture in caso di incidente. In particolare, quasi la metà non sa esattamente a cosa serve l’rc auto e cioè a rimborsare i danni causati a terzi dalla circolazione del proprio veicolo a motore, nei limiti dei massimali fissati nel contratto d’assicurazione. Infatti, un quarto degli interpellati ritiene che la copertura riguardi solo i danni a cose di terzi. C’è anche qualcuno che ancora pensa di essere coperto dall’rc auto se si fa male in caso di incidente quando è sua la colpa. Non è così. A meno che non abbia sottoscritto una polizza infortuni del conducente. C’è molta incertezza anche sui vantaggi previsti dalla legge per le famiglie come la possibilità, introdotta nel 2020, di usare per la stipula o il rinnovo, la classe di merito più favorevole di un familiare convivente anche per un veicolo di diverso tipo. Neanche la metà degli interpellati ha dato la risposta corretta.

Eppure è un’opportunità di risparmio importante. Perché, ad esempio, la polizza rc del primo scooter del figlio non partirà dalla classe di merito d’ingresso (CU 14), ma potrà usufruire di quella migliore maturata sul veicolo (auto, moto…) del conducente più virtuoso in famiglia: papà, mamma o qualsiasi altro familiare convivente. Per questo chi, non conoscendo la norma, ha sottoscritto una polizza meno vantaggiosa di quella cui avrebbe diritto, può in fase di rinnovo far valere il principio dalla rc auto familiare. Esistono tuttavia alcuni paletti da rispettare. In primis, non bisogna avere commesso sinistri con colpa negli ultimi 5 anni. Se il beneficiario della rc familiare causa un sinistro con danni superiori a 5mila euro, al momento del rinnovo della polizza potrebbe subire una retrocessione sino a un massimo di cinque classi di merito. La penalizzazione può essere applicata solo se il sinistro è stato causato da un veicolo di tipo diverso rispetto a quello da cui ha ereditato la classe di merito più favorevole. Se, ad esempio, l’incidente è causato da uno scooter che beneficiava della classe di merito maturata su un’auto. Non si applica se l’agevolazione è stata usata per un’auto a partire da un’altra auto. Infine, spesso alla ricerca di una polizza con un prezzo più conveniente si incappa in truffe ben architettate con siti che offrono polizze a costi bassi chiedendo di pagare il premio ricaricando una prepagata. Una prassi che un quarto degli interpellati ritiene affidabile. Il che rivela una preoccupante mancanza di informazione sulle truffe in circolazione. L’Ivass ha appena pubblicato una “white list” in cui sono indicati gli intermediari regolari, uno strumento utile per evitare gli irregolari.

Tratto da “Altroconsumo” rivista inTasca numero di Settembre.

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