Nel 2025 è partita la Prestazione Universale: fino a 1.381,76 euro al mese per gli over 80
non autosufficienti, che si aggiungono all’accompagnamento, ma non all’assistenza domiciliare.
l Bonus Anziani, il cui nome tecnico è Prestazione Universale, è a regime da gennaio ma l’Inps inizia a fare i primi
pagamenti a partire dal mese di giugno, fortunatamente erogando anche gli arretrati per i mesi scorsi, a partire da quello in cui si è presentata la domanda.
A marzo l’Inps aveva definito il perimetro della prestazione che, come previsto dalla norma che l’ha istituita, fa decadere automaticamente i contributi per l’assistenza domestica eventualmente erogati dall’ATS (Ambiti Territoriali Sociali) al richiedente.
I requisiti richiesti sono stringenti e la misura si affianca all’accompagnamento già percepito.
La Prestazione Universale quindi si compone di una quota variabile, definita assegno di assistenza pari a 850 euro mensili che deve esser utilizzata per i servizi di cura e assistenza e di una fissa costituita dall’indennità di
accompagnamento. La prima può esser rideterminata dall’Inps e quindi ridotta, l’accompagnamento invece è “intoccabile” e per il 2025 vale 531,76 euro. Vediamo chi ne ha diritto e come fare a ottenere il bonus anziani.
CHI HA DIRITTO AL BONUS ANZIANI
Il beneficio economico di 1.381,76 euro al mese è destinato, a partire dal 2025, a chi ha già compiuto 80
anni, e è non autosufficiente.
La misura sperimentale è destinata ad anziani che rispettino le seguenti condizioni:
– un livello di fabbisogno assistenziale gravissimo;
– un Isee per le prestazioni agevolate di natura sociosanitaria massimo di 6 mila euro;
– titolari dell’indennità di accompagnamento o in possesso dei requisiti per ottenerla.
Ai fini del calcolo Isee, l’Inps ha chiarito che è possibile far riferimento all’Isee sociosanitario ristretto, che considera nel nucelo famigliare solo il beneficiario della prestazione, il coniuge e i figli che risultino ancora a carico fiscalmente.
Gli 850 euro saranno erogati sottoforma di trasferimento economico e di servizi alla persona, in ogni caso il contributo non si somma agli altri redditi. Il mancato utilizzo degli importi erogati a titolo di quota integrativa comporta la
decadenza dal beneficio.
CONTRIBUTI PER L’ASSISTENZA DOMICILIARE: SI PERDONO
L’Inps ha però emanato un provvedimento con il quale ha chiarito che per ottenere il bonus anziani si deve rinunciare alle prestazioni erogate dalle ATS (Ambiti Territoriali Sociali). In particolare, l’Istituto ha specificato che eventuali ulteriori contributi che gli anziani ricevono dagli ATS per pagare operatori che prestano assistenza domiciliare, direttamente o per il tramite di imprese che offrono questo tipo di servizio, sono incompatibili con il bonus anziani e quindi bisogna rinunciarci per ottenerlo.
Per questo motivo, l’Inps ha ulteriormente modificato l’iter necessario a richiedere il bonus anziani, in modo che chi ne fa domanda rinunci espressamente a questi contributi.
TORNARE AI CONTRIBUTI ATS: SI PUÒ
Chi invece avesse già richiesto il bonus ma vuole tornare alla situazione precedente in cui percepiva i contributi ATS, può rinunciare al bonus anziani e recuperare senza soluzione di continuità quanto gli veniva erogato.
COME OTTENERE L’AGEVOLAZIONE
Gli aventi diritto saranno individuati da una commissione tecnica-scientifica ma sarà l’Inps a erogare la prestazione. Per ottenerla quindi bisogna fare richiesta direttamente all’Inps, in via telematica sul sito istituzionale loggandosi con la propria SPID, CIE o CNSe cliccando su “utilizza il servizio” nella parte dedicata ai cittadini, in cui è indicato Decreto Anziani – Prestazione Universale (art. 34. E ss Dlgs 29/2024), l’alternativa all’online fai da te è il patronato. Per ottenere la prestazione universale si deve essere in possesso di un Isee in corso di validità, da richiedere all’Inps a partire dal gennaio di ogni anno. Infatti, a partire dal mese di marzo non vengono più ritenuti validi quelli relativi all’anno precedente e il bonus anziani viene sospeso se non si presenta l’Isee 2025.
COME SI PUÒ SPENDERE IL BONUS
Il bonus anziani si va a sommare all’indennità di accompagnamento attualmente erogata, questa quota integrativa, definita “assegno di assistenza”, ammonta a 850 euro al mese. L’assegno di assistenza deve essere usato per pagare lo stipendio di badanti o servizi di cura e assistenza. In caso di assunzione di lavoratori domestici con mansioni di assistenza alla persona, il contratto deve prevedere almeno 15 ore settimanali di impiego.
Nel caso in cui invece ci si rivolga a imprese e a professionisti qualificati nel settore dell’assistenza sociale non residenziale, non possono essere acquistati servizi di natura sanitaria e infermieristica, ma solo quelli:
– di cura e di igiene della persona;
– di lavanderia;
– per il confezionamento o la distribuzione di pasti a domicilio;
– per la cura e l’aiuto nella gestione della propria abitazione;
– per l’accompagnamento a visite;
– per lo svolgimento di piccole commissioni;
– per il disbrigo di pratiche amministrative;
– mirati al sostegno relazionale per il mantenimento di relazioni sociali;
– per l’aiuto al mantenimento di abilità pratiche;
– di sostegno psicologico/educativo;
– sociali di telesoccorso e teleassistenza.
Le due modalità di spesa sono alternative e non possono essere utilizzate contemporaneamente all’interno dello stesso mese.
Approfondimento tratto da #altroconsumo










