Chi vive con un cane o gatto, sa che dare loro delle cure adeguate comporta un impegno economico; visite, vaccini, analisi e farmaci possono pesare sul bilancio domestico più di quanto si immagini.
Altroconumo ha intervistato 1.200 persone con almeno un cane o un gatto, raccogliendo dati cocreti sulle spese veterinarie, l’indagine ha analizzato 16 prestazioni, suddivise in quattro aree: visite di routine e profilassi, chirurgia e degenza, diagnostica e terapie.
Visite e prevenzione
Le prestazioni più diffuse sono le visite generiche e i trattamenti di profilassi.
Una visita di controllo o una vaccinazione, che sia obbligatoria o facoltativa, costa in media circa 60 euro, mentre i trattamenti antiparassitari si attestano sui 40 euro.
Chirurgia e degenza
La sterilizzazione o la castrazione hanno un costo medio di 180 euro, mentre interventi più complessi come rimozione di tumori, correzione di ernie o fratture arrivano a circa 650 euro.
La degenza post-operatoria o il ricovero superano spesso i 500 euro.
Diagnostica
Analisi del sangue, urine o feci, radiografie ed ecografie risultano meno onerose rispetto alla chirurgia, mantenendosi su costi più contenuti.
Terapie e farmaci
Le cure per malattie acute richiedono in media 144 euro, mentre per le patologie croniche la spesa diventa più che doppia.
I farmaci prescritti dal veterinario superano spesso i 100 euro, mentre le cure odontoiatriche e quelle fisioterapiche hanno costi medi rispettivamente di 217 e 194 euro. In generale, le spese risultano simili per cani e gatti, anche se la taglia dell’animale e la complessità delle procedure possono far salire notevolmente il conto finale.
Visite e prevenzione: costi moderati
Le prestazioni più richieste restano le visite di controllo, effettuate da 930 proprietari negli ultimi due anni, con un costo medio di 61 euro.
Seguono le vaccinazioni obbligatorie intorno ai 55 euro e quelle facoltative circa 59 euro, fondamentali per prevenire malattie come cimurro, rabbia o leucemia felina. Molto diffuse anche le profilassi antiparassitarie come pipette, compresse o collari,che costano circa 42 euro.
Si tratta di spese contenute ma essenziali per evitare cure più complesse e costose in futuro.
Interventi e degenze: le spese più impegnative
Chirurgia e ricoveri sono le voci più onerose del veterinario. La sterilizzazione o castrazione costa in media 179 euro, mentre un intervento complesso – come la rimozione di tumori o la correzione di fratture – arriva a circa 650 euro. In caso di ricovero o degenza, la spesa media è di 506 euro, variabile in base alla durata della permanenza e alle cure necessarie.
Analisi e diagnostica: investire per prevenire
La diagnostica permette di individuare in tempo eventuali problemi di salute. Le analisi del sangue hanno un costo medio di 69 euro, quelle di urine e feci di 38 euro. Radiografie ed ecografie si aggirano sui 90 euro. Costi tutto sommato contenuti, ma fondamentali per una prevenzione efficace.
Terapie e farmaci: un impegno che cresce nel tempo
Le cure per malattie acute costano in media 144 euro, mentre quelle per patologie croniche come diabete o insufficienza renale, arrivano a 333 euro. Ai trattamenti si aggiungono i farmaci prescritti,circa 116 euro, le cure odontoiatriche a 217 euro e la fisioterapia o riabilitazione intorno ai 194 euro.
Le patologie croniche restano le più costose per la loro durata nel tempo.
Assicurazioni veterinarie: un aiuto ancora poco diffuso
Quando un animale si ammala, la priorità è curarlo, ma visite, interventi e terapie possono avere un peso economico notevole.
Le polizze veterinarie offrono un valido sostegno, coprendo parzialmente o totalmente le spese. Un aiuto particolarmente utile in caso di urgenze o malattie croniche, quando il conto può crescere rapidamente.
Nonostante i potenziali vantaggi, queste assicurazioni sono ancora poco utilizzate.
Perché la polizza non viene rinnovata?
Molti proprietari scelgono di non rinnovare l’assicurazione veterinaria per diversi motivi. Il più comune è il premio assicurativo ritenuto troppo alto rispetto alle spese effettivamente sostenute, insieme a coperture parziali che spesso escludono prestazioni frequenti.
Tra le altre ragioni compaiono fattori personali, come il decesso dell’animale, il cambio di compagnia o la scelta di stipulare la polizza solo per interventi specifici.
Non mancano poi dimenticanze nel rinnovo, difficoltà economiche, percezione di scarsa trasparenza e insoddisfazione per gli aumenti del premio nel tempo.
Agevolazioni fiscali: un aiuto spesso ignorato
Dall’indagine emerge che le spese veterinarie possono essere significative, soprattutto per chirurgia, terapie croniche e cure specialistiche.
Pur essendo utili, le assicurazioni restano poco diffuse. È quindi importante ricordare che le spese veterinarie sono detraibili nel modello 730: oltre la soglia di 129,11 euro annui, è possibile ottenere una detrazione del 19%, fino a un massimo di 550 euro l’anno.
Un’agevolazione ancora poco conosciuta, ma utile per alleggerire il peso delle cure dei nostri animali.
Tratto da Altroconsumo, rivista Inchieste 12.2025











